Le nuove sfide educative

a cura di M.C.

Nel pomeriggio di sabato 20 gennaio si è tenuto presso il Centro giovanile il primo dei quattro incontri dedicati a temi che impattano sull’educazione e che sono di estrema attualità come il mondo dei social e dell’intelligenza artificiale, le difficoltà nel rapporto tra genitori e figli, il tema dell’affettività nel mondo attuale ed il gender e la disforia di genere.

Il dottor Lorenzo Trivellini ha parlato dei social e dell’intelligenza artificiale.

La platea era piuttosto eterogenea ma il numero maggiore di persone era rappresentato dai cosiddetti immigrati digitali oppure, con una definizione più recente, boomer…ovvero persone nate più o meno negli anni che vanno dal 1955 al 1980. Di conseguenza è stata veramente opportuna la descrizione dei social più importanti ed utilizzati del momento principalmente, ma non solo, dai giovani.

Sono state descritte le varie piattaforme social e le loro specifiche caratteristiche come ad esempio whatsapp, facebook, istagram, twitter, messenger, telegram ecc.

Si è quindi parlato dell’impatto forte che hanno queste piattaforme sulla personalità delle persone, soprattutto degli adolescenti dopo l’esperienza del lock down.

Infine, il dott. Trivellini ha parlato più brevemente dell’intelligenza artificiale e di come, anche essa, sta modificando personalità ed abitudini dei giovani ma anche degli adulti.

Nell’incontro sono emersi alcuni aspetti che da boomer, ossia da frequentatore dei social “attempato”, avevo più o meno intuito da solo: ad esempio che questi social sono diventati il passatempo preferito, o il rifugio alla noia, di molte persone di tutte le età; che facebook fosse ormai un social utilizzato principalmente da persone di mezza età (più o meno una fascia che va dai 35 ai 55 anni) e che, anche per questo, è la piattaforma più utilizzata al mondo. Inoltre, avevo già capito che, probabilmente per la prima volta nella storia, i genitori, su un punto della realtà importante, sono meno esperti dei figli.

Invece ho trovato interessanti alcuni aspetti che vorrei sinteticamente elencare.

Soprattutto dopo il lockdown una delle conseguenze più evidenti dell’utilizzo dei social è che i ragazzi, ma anche gli adulti, fanno sempre più fatica nelle relazioni interpersonali. Allora creano un proprio mondo ed evitano di frequentare le altre persone poiché hanno paura di mettersi in gioco per non essere giudicati. Si isolano sempre di più e guardano e, attraverso i social, spesso criticano cosa avviene nel mondo esterno. Attraverso questo fatto credo di capire meglio l’origine del fenomeno del tutto nuovo degli haters, dei leoni da tastiera che condividono in continuazione commenti estremamente violenti sui fatti di cui vengono a conoscenza, attaccando con aspre critiche il prossimo.

Una conseguenza estrema di questa situazione sono i cosiddetti hikikomori: con questo termine giapponese vengono definite le persone che abbandonano completamente la vita sociale per rinchiudersi nella propria stanza.

Anche il fenomeno dell’ ansia da follower nasce da una dinamica simile: una persona non accetta più un contradditorio, tipico di un rapporto interpersonale sano, ma da soli, sui social si condividono frasi, commenti, foto, citazioni, reels (brevi filmati della vita più o meno reale) ad uso e consumo del proprio pubblico, della propria platea, appunto dei propri follower. A questo livello è quasi banale dedurre che una persona è felice se riceve un numero adeguato dei cosiddetti likes, ovvero clic di gradimento che un follower può inserire.

Ulteriore e probabilmente più pesante conseguenza di quanto detto è il numero di accessi che cresce a dismisura riguardo ai siti di pornografia. Il relatore ha parlato di scene che sono da considerare molto violente di cui anche i bambini vengono in possesso, attraverso i telefonini, in tenera età, più o meno a 10 anni (basta che in classe ci sia un solo telefonino!). Il facile accesso a  queste immagini cambia completamente l’approccio nel rapporto sentimentale e fisico con l’altro perché vi è una visione completamente irreale ed a senso unico di quello che accade quando si sta di fronte ad una persona dell’altro sesso.

Discorso a parte merita l’intelligenza artificiale. Come esempio si è parlato di una nuova chat virtuale che si chiama chatGPT.

La nostra generazione, per fare una ricerca su Mozart assegnata dall’insegnante di musica, andava in biblioteca e fare la fatica di studiare e produrre una sintesi scritta a penna sull’argomento. Poi qualche anno fa è arrivato google, e con esso, ad esempio, wikipedia…non c’è più bisogno di andare in biblioteca e basta un copia/incolla di quanto riportato ma poiché con questo sistema tutta l’ipotetica classe produrrebbe un lavoro identico un alunno deve fare la fatica quanto meno di personalizzare la relazione.

In pratica la chatGPT invece riesce a “personalizzare” il lavoro di ognuno così che basta richiedere notizie di un qualsiasi argomento e si avranno enne versioni tutte corrette e tutte diverse tra di loro. Almeno così pare. Questo metodo si può applicare, ad esempio, anche ad una versione di latino o una espressione di matematica.

Per concludere, a proposito di intelligenza artificiale, faccio un esempio dalla mia vita personale.

Dal 2000 al 2020 il lavoro mi ha portato a viaggiare in Italia per effettuare delle visite in enti di formazione. Ogni settimana un indirizzo in una città diversa in cui, spesso almeno i primi anni, non

ero mai stato. Dal 2000 al 2010 per raggiungere il luogo prefissato dovevo fare una preparazione a monte: Percorsi, cartine stradali, ricerca zone a traffico limitato, richieste di informazioni a passanti, bar e edicole…una bella fatica senza la garanzia di sapere, di preciso, l’orario di arrivo.

Dal 2010 è arrivata, e meno male! l’intelligenza artificiale attraverso i satellitari. Grande sollievo, non prendo più le multe perché mi dice pure se ci sono i controlli sulla velocità, non devo preparare i percorsi e so in anticipo, al minuto l’orario di arrivo.

Premesso che benedico chi ha inventato i satellitari ho però notato questo: quando facevo la fatica poi riuscivo a memorizzare perfettamente i percorsi e, dopo la prima volta, raggiungevo i posti senza problemi…adesso, anche dopo più di una volta che vado in un luogo, “dipendo” dal satellitare e faccio più fatica a memorizzare.

Ecco…l’intelligenza artificiale è una grande possibilità ma credo che sia necessario fare attenzione perché, a mio avviso, disabitua alla fatica e crea dipendenza, e se un giorno salta la rete sono problemi veri.

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alcuni possibili strumenti

Libri:
1- Online love. L’amore ai tempi dei social. Un manuale di sopravvivenza
Tonino Cantelmi – Paola Polidoro

2- Amore tecnoliquido: L’evoluzione dei rapporti interpersonali tra social, cybersex e intelligenza artificiale
Libro di Tonino Cantelmi e Valeria Carpino

Poi consiglio la lettura di questa intervista: http://www.toninocantelmi.it/index.php/rassegna-stampa/chi-parla-ai-giovani-di-relazioni-di-sesso-e-relazioni

Per ogni altra lettura possono curiosare sulla pagina “La mente in internet”: http://www.toninocantelmi.it/index.php/la-mente-in-internet